Fuori la Germania dall’euro!

Monaco di Baviera, domenica mattina, ore 7:00. Suona la sveglia a casa Ametrano. Pasquale si alza a fatica, sorride alla foto di Franco Causio appesa al muro e dopo una confusa tappa in bagno si reca in cucina, dove la moglie – una massiccia e corpulenta bionda teutonica – gli ha preparato un’abbondante colazione a base di wurstel, crauti e roba del genere.
 
Si muove in silenzio, Pasquale. Il tedesco lo capisce benissimo ma non lo parla. Si esprime con gesti, espressioni e qualche fischio. Quel giorno deve tornare in Italia, da emigrante. Deve andare a Matera, a votare. Sua moglie non viene perché troppo impegnata con il lavoro. Il lavoro in Germania c’è. C’è sempre stato. E un motivo ci sarà.  

A fatica Pasquale dissimula il disgusto per le delicatessen che ha nel piatto ed infine parte per il bel paese a bordo della sua Alfasud rossa fiammante con targa tedesca.

No, questo non è un amarcord al celebre film di Carlo Verdone. E’ lo scenario che abbiamo davanti. E’ il futuro nostro e dei nostri figli.

Non contenti del totale fallimento dell’unità d’Italia, abbiamo perseverato nell’errore partecipando al tentativo di unire l’Europa. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, malgrado molti si ostinino a no voler guardare. 

Ma ormai ci siamo dentro e uscirne forse sarebbe un errore ancora più devastante di quello di esserci entrati.  E’ come un divorzio: devi potertelo permettere, se no finisci per morire di fame nel vero senso della parola.
 
E qual’è l’unico stato europeo che potrebbe permettersi il lusso di uscire dall’Euro? Cosa aspettiamo a prendere atto che l’unico paese che può (e forse deve) uscire dalla moneta unica è proprio quello di Angela Merkel? Non è forse la cosa più logica che un paese forte come la Germania torni al suo tanto amato marco tedesco, esattamente come l’Inghilterra è rimasta con la sua tanto amata sterlina, invece di spingere al suicidio tutti gli altri?
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