La zanzara e la zecca

La sera, in auto, mi capita spesso di ascoltare Giuseppe Cruciani su Radio 24 con ‘La zanzara’. A quell’ora non c’è altro. Per chi come me non è più così ‘ciovane’ da apprezzare il tunzettùn di Radio DeeJay ma nemmeno così bollito da sorbirsi con la soporifera alternativa di Radio Rai, Cruciani è quasi una scelta obbligata.

Cruciani non è un mostro di simpatia. Spesso è fastidioso, scostante e supponente. A tratti, se vogliamo, pure maleducato. Tuttavia bisogna riconoscere che è una persona intelligente e ha il merito di dar voce ad ospiti provenienti dagli schieramenti politici più diversi. Spesso lo fa in maniera irriverente, ma lo fa con tutti o quasi tutti.
 
Nel complesso quindi ‘La zanzara’ è, anzi era, una trasmissione radiofonica che si lasciava ascoltare e caratterizzata da un’impostazione abbastanza fedele al suo slogan e cioè che ‘è un po’ come passare al bar prima di andare a casa…’.

Era, appunto. Da qualche tempo infatti è diventata decisamente indigesta. Alla zanzara si è infatti appiccicata una zecca. E non una zecca qualsiasi ma una delle peggiori. Una zecca talmente insulsa, inutile, ignorante, arrogante e saccente che la sua costante presenza in trasmissione può essere spiegata (tanto per cambiare) non certo per il merito ma solo da logiche di esemplare cortigianeria, di occulte fratellanze e di leccaculismo estremo. Insomma, un perfetto discepolo di Barambani(*). 

Sto parlando di quel miserabile personaggio che è riuscito mio malgrado a farmi tifare per la Daniela Santanchè quando in diretta gli ha dato apertamente e meritatamente del coglione (15 Febbraio 2012).

Ed è lo stesso personaggio che non perde occasione per difendere a spada tratta il tanto conclamato fallimento di questo stato ladro e centralista, irridendo e sbeffeggiando chiunque si permetta di far notare che forse qualcosa non ha funzionato, che esistono anche altri modelli di governo, che l’autodeterminazione è un diritto così come lo è il rivendicare l’indipendenza. Troppe volte l’ho sentito mancare di rispetto e ridere in faccia non solo ad esponenti leghisti ma a chiunque si sia ‘permesso’ di sostenere tesi differenti da questo centralismo a lui tanto caro e che ci ha portato alla rovina. E il tutto, sempre con il tollerante assenso di Cruciani.

Caro Cruciani, il rispetto dell’interlocutore dovrebbe essere un assunto che prescinde dalle idee e dovrebbe costituire la base di ogni intervento, specialmente di quelli da parte di ospiti fissi che spesso si trovano pure in studio con lei. Il perdurare della presenza in trasmissione di questa zecca, ahimè, ha reso la trasmissione stessa insopportabile e inascoltabile. Cosa aspetta a liberarsene?

(*) ‘Ricordate figlioli di essere sempre disonesti. Di essere sleali con i colleghi. Non praticate amicizie disinteressate, ma usate il ricatto, il leccaculismo. E praticate spesso delazione. Solo così potrete assurgere ai più alti livelli aziendali.’ – Direttore Naturale, Gran Mascalzon, Lup. Man., Pez. Di Merd., Dott. Matteo Maria Barambani (Fantozzi alla riscossa, 1990)
________________________________________ 

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.