Democrache?

Nel paese dei balocchi non c’è semplice ”democrazia”. C’è di più! C’è la democrazia ”fai da te”. Ogni cittadino infatti ha in testa una sua idea di democrazia che, a modo suo, è diversa dall’idea di democrazia degli altri. E in questo ginepraio di definizioni, dove tutti parlano di democrazia, anzi, della loro idea del tutto personale di democrazia, il punto fermo è uno solo. Il denominatore comune di tutte queste interpretazioni è il mancato rispetto di un verdetto democratico.

 

Nel paese del balocchi, a valle di una qualsiasi consultazione democratica, non importa chi vince; l’importante è non farsene una ragione, non riconoscere la vittoria dell’avversario, continuare imperterriti per la propria strada e anzi, alzare la voce, gridare, urlare, sbraitare. Sì, perché nel paese dei balocchi non comanda chi vince democraticamente ma comanda chi grida più forte.

 

Ho sentito (ve lo giuro) un tizio di mezza età vantarsi di aver spiegato ai propri figli il suo concetto di democrazia, secondo il quale democrazia significa poter bruciare i cassonetti per strada in segno di protesta…

 

Ma non mi riferisco solo alle chiacchiere da bar. Un esempio fresco fresco lo abbiamo avuto di recente, il 10 Ottobre scorso, in occasione del referendum sul protocollo per il welfare. Un referendum tutto interno alla sinistra, totalmente autoreferenziale, dal quale comunque è uscito un verdetto inequivocabile. Che non verrà rispettato. La sinistra radicale infatti, secondo il suo concetto di democrazia, si è subito precipitata ad affermare che il protocollo così com’è non lo voterà mai.

 

Poco importa se dalla consultazione con i lavoratori è uscita una chiara, netta e indiscutibile indicazione per la conferma del protocollo. L’importante è ”non farsene una ragione, non riconoscere la vittoria dell’avversario, continuare imperterriti per la propria strada e anzi, alzare la voce, gridare, urlare, sbraitare”. E adesso, per dare ascolto agli strilli di quel 18% che ha votato ”no” è di nuovo tutto in discussione tra sindacati, governo, confindustria, eccetera, alla faccia dell’82% che ha votato ”si”.

 

Nel paese dei balocchi, la democrazia è questa.

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