Anche i ricchi piangono

Da quando è al governo il compagno Prodi, molti hanno scoperto di essere ricchi.

 

Infatti, secondo la Banda Bassotti di Prodi e compagni, il lavoratore dipendente, meglio se privato, che dopo una vita di impegno e sacrificio riesce ad arrivare ad un reddito lordo annuo intorno ai 40 mila euro scarsi (che sono meno di 2000 euro al mese, cioè i vecchi due milioni scarsi di qualche anno fa) è da considerasi ceto medio, anzi ricco. E quindi va bastonato.

 

Si, perché il concetto non è quello di ridurre ad esempio la spesa pubblica (cioè lo spreco di denaro pubblico) per trovare risorse per le classi meno abbienti – costituite per la maggiore da evasori fiscali grandi e piccoli – ma di togliere ai poveri per dare ai disperati. Con il risultato che andando avanti così, disperati lo sapemmo tutti.

 

Un esempio questo governo lo ha dato subito, fissando il limite per avere il famoso bonus bebè ad un reddito complessivo lordo di 50 mila euro. Se una coppia guadagna ad esempio 1600 euro lui e 1100 euro lei, è considerata una coppia ricca, da bastonare, e quindi niente bonus bebè.

 

La prossima finanziaria sembra essere perfettamente in linea con questo intento. Se arrivi a 50 mila euro LORDI sei ricco, quindi niente sconto sull’ICI, anche se hai 10 figli…

 

Luca Cordero Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare Agnelli lo ha recentemente alzato l’asticella. ‘E’ uno scandalo che ci sia solo uno 0,8% di contribuenti che dichiari un reddito di più di 100 mila euro’, ha tuonato in Assolombarda lo scorso 11 Giugno.

 

Ho qualche dubbio che Luca Cordero Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare Agnelli abbia una vaga idea di cosa significhi per un comune mortale guadagnare più di 100 mila euro lordi all’anno. Viceversa, sono convinto che la stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti entrerebbe più che volentieri a far parte di quello 0,8% che su per giù rappresenta almeno il triplo del loro reddito annuale lordo.

 

Ma di cosa stiamo parlando? Chi è che guadagna (e soprattutto dichiara) un reddito superiore a 100 mila euro all’anno? Qual è il suo identikit? Chi sono questi quattro gatti che dichiarano queste cifre e, soprattutto, perché sono così pochi?

 

Escludiamo i politici e i calciatori, che nel nostro paese sono una razza aliena a parte che sballerebbe qualsiasi benchmark. Escludiamo i lavoratori dipendenti e i pensionati che, fatta eccezione per qualche busone, nella stragrande maggioranza dei casi sono fortunati (e/o bravi) se arrivano a guadagnare la metà scarsa di quella cifra.

 

Il lavoratore dipendente medio che arriva a malapena a 30 / 40 mila euro lordi all’anno, di solito non ha i soldi per comprarsi l’ultimo modello di SUV ogni sei mesi, di solito non possiede barche (e se anche le possedesse non avrebbe i soldi per mantenerle), di solito non possiede seconde case, terze case, ecc. Anzi, è già tanto se è proprietario di casa (e di mutuo) e di solito non può certo permettersi abitazioni sfarzose, case singole con ampio scoperto e roba del genere. Di solito.

 

Parliamo allora del piccolo evasore. Spesso dimostra un tenore di vita paragonabile a quello del lavoratore dipendente e in certi casi l’evasione è in realtà ”legittima difesa” per non morire. Anch’egli non ha il SUV, non ha la barca, non ha la casa al mare, ecc. Crediamo davvero che il problema dell’evasione fiscale sia risolvibile facendosi fare la ricevuta dal falegname che ti ha sistemato un serramento e che se si mette a pagare il 100% le tasse attuali chiude bottega? O siamo nuovamente alla guerra tra poveri?

 

Chi rimane?…

 

Rimane ad esempio il dentista o il ginecologo (tanto per dirne due a caso) che, dopo aver percepito uno stipendio scandaloso presso qualche struttura pubblica, ‘ammazzandosi’ di lavoro per una mattinata scarsa, si reca presso il suo studio privato dove ti insanguina minimo 150 euro solo perché hai suonato il campanello. Ed emette una ricevuta ogni anno bisestile.

 

Allo stesso modo rimangono ad esempio molti di quei professionisti che hanno un cospicuo contatto con il pubblico o che appartengono alle tante caste che abbiamo qui, nel paese dei balocchi. E sono tante.

 

Rimane anche il pappone rumeno o albanese che gestisce impunemente e impunibilmente il suo bel giro di prostitiure e droga, guadagnando migliaia di euro al giorno. Tanto non gli fanno niente.

 

Rimangono i veri ladri e tutti coloro che impunemente e impunibilmente hanno fatto della truffa il loro stile di vita. Tanto non gli fanno niente.

 

Rimangono tutti quei busoni che sono riusciti a mettere insieme quei complessi meccanismi di scatole cinesi e di società off shore che rappresentano dei veri e propri capolavori dell’elusione fiscale. Tanto non gli fanno niente.

 

E chi li tassa questi? E soprattutto, come?

 

Forse la risposta non è così complicata. Secondo voi, il primario che ha lo studio privato gira con una Panda? Secondo voi il pappone rumeno vive in un monolocale? Secondo voi il ladro truffatore va per mare con un canotto? Evidentemente no.

 

E’ quindi così difficile inquadrare il problema a partire dallo stile di vita anziché dal reddito dichiaro o presunto che sia? Evidentemente si.

 

Si continua quindi a professare una scellerata quanto demagogica ”ridistribuzione del reddito”… Sentite come suona… ”ridistribuzionedelreddito”… Ho un brivido lungo la schiena ogni volta che sento questa parola. Un brivido lungo la schiena che scende sempre più giù… fino culo!

 

Mi domando cosa c***o pensano di ridistribuire se prima non si riesce ad imporre con le buone o con le cattive UN SISTEMA FISCALE EQUO. Il risultato è che nelle cosiddette classi meno abbienti o meno ”fortunate” (ammesso che di fortuna si tratti) non c’è solo la pensionata con la minima ma finiscono dentro anche tutti quei busoni di cui sopra.

 

Capite perché mi prude il culo?…

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.