In questo mondo di ladri

Siamo un popolo di ladri. Tutti. Dal politico corrotto alla massaia insospettabile. Noi cittadini del paese dei balocchi non perdiamo occasione per portare via qualcosa agli altri. Si vede dal basso, dalle piccole cose, dalle sciocchezze. E’ così.

Quando c’è una fila (e in Italia che ne sono parecchie) c’è sempre qualcuno che fa il furbo. Non è un furbo: è un ladro. Un ladro che si prende il vostro tempo.

Lo sborone che supera una coda di auto e si infila all’ultimo momento davanti a tutti non è un furbo: è un ladro. E chi lo tollera e lo lascia passare è suo complice, quindi anch’egli un ladro. La donnetta che in negozio o dal medico riesce con nonchalance a passarvi davanti, sta rubando il vostro tempo. Non è distratta, è una ladra. L’impiegato che invece di lavorare passa il suo tempo a cazzeggiare, non è un fannullone: è un ladro.

Se poi abbiamo la possibilità di mettere davvero le mani nella marmellata, non ce la facciamo scappare mai. Non passa giorno che la cronaca ci racconta di piccoli e grandi furti, di piccole e grandi truffe, di piccole e grandi mazzette, di piccola e grande corruzione.

I famosi ”furbetti del quartierino” non sono altro che la punta dell’iceberg. E’ gente che è riuscita a nel virtuosismo di portare a livello industriale quello che tutto il popolo italiano fa più in piccolo: RUBARE.

Si parla in questi giorni di antipolitica, di crisi di credibilità dei partiti, di clima da primi anni ’90, di forte malcontento e disagio dei cittadini nei confronti della classe politica… Ma di che ci lamentiamo? Questa classe politica è l’esatto specchio della nostra natura. Riflette in grande quello che tutti noi facciamo nel nostro piccolo. E’ il frutto perfetto del nostro modo di essere, di pensare, di agire. E di votare. Ogni popolo ha la classe politica che si merita. Quella del paese dei balocchi ci rappresenta davvero fedelmente.
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Wasabi
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