L’esercito del marcio

 
E chi la fa la rivoluzione in questo paese marcio?

I forestali? I custodi di Pompei? I dirigenti RAI? I funzionari degli organi statali? I dipendenti di partecipate ed enti pubblici in quota ad un partito? I commessi del Parlamento? I parenti dell’ATAC? I giornalisti asserviti al potere? I baby pensionati? I titolari di pensioni d’oro? I mantenuti? Gli assenteisti? I falsi invalidi? I beneficiari di finanziamenti a pioggia? I grandi evasori? I palazzinari? I portaborse? Le olgettine? I corrotti? I corruttori? I massoni? Gli iniziati? I boiardii? I loro cortigiani? I loro amici? Gli amici degli amici? I ruffiani di stato? I ladri? I truffatori? I mafiosi? I camorristi? Gli strozzini? Il caporalato? I baciabachi? I preti pedofili? I pedofili non preti? I preti non pedofili?…

Quelli che il calcio? Gli amici di Maria? Quelli seduti in prima fila a Sanremo? Quelli in fila ai provini del Grande Fratello? Quelli che usano Internet solo per youporn? Quelli che non hanno la TV, non ascoltano la radio e non leggono i giornali? Quelli che ‘ah, io la sera leggo un buon libro’ e nel frattempo è in corso un colpo di stato? Quelli che Paragone, Santoro, Iacona e Travaglio non sanno chi siano? Quelli che non hanno la più pallida idea di cosa stia succedendo in parlamento? Quelli che della politica non glie ne frega nulla? Quelli che pensano che la protesta sia non votare? Quelli che non sanno che di spread si muore? Quelli che non sanno che l’IVA è al 22? Quelli che non sanno quanto costa un litro di latte o un chilo di pane? Quelli che non sanno quanto costa fare un pieno? Quelli che tanto paga pantalone?…

Oppure i poveracci che stanno muti perché hanno paura di perdere anche quel poco che gli è rimasto?…

Il 50% +1 di questo paese è marcio.
E purtroppo vota.
Sempre allo stesso modo.

Vedi la pagina Facebook de
L’esercito del marcio

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Italicum o Trappulum?

E se fosse tutto alla rovescia? E se fosse tutta una pantomima? Non di rado capita che le cose non siano come appaiono. In politica poi… forse accade la maggior parte delle volte. Proviamo a ricapitolare…

Il debito pubblico è fuori controllo. L’INPS è a un passo dal default. La situazione politica è al delirio. La corruzione imperversa a cielo aperto (vedi il recente rapporto dell’apposita Commissione UE) .Il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, da Abu Dhabi millanta che la crisi sia finita più o meno come Berlusconi, un paio di anni prima, millantava che non esistesse nemmeno perché i ristoranti erano sempre pieni (…’per non parlare dei bordelli’, aggiunse Travaglio durante la prima puntata del 2014 di Servizio Pubblico).

Tutto fa pensare che il commissariamento del paese dei balocchi sia già tracciato e che l’arrivo della Troika europea sia già pianificato nel giro di un paio d’anni al massimo, con conseguenze devastanti già viste di recente: dal prelievo forzoso sui conti correnti bancari già avvenuto a Cipro nel Marzo 2013, al licenziamento in tronco di decine di migliaia di dipendenti pubblici già avvenuto in Grecia.

Dite di no?… Lo scorso Ottobre il Fondo Monetario Internazionale ha aperto alla possibilità che le autorità europee impongano un prelievo forzoso del 10% sui conti correnti di 15 paesi dell’area euro. La proposta è stata rilanciata dalla Bundesbank giusto qualche giorno fa. La Banca centrale tedesca ritiene che i paesi molto indebitati con una forte ricchezza privata dovrebbero imporre un’imposta patrimoniale ingente. Per quanto riguarda i dipendenti pubblici l’operazione greca è stata ipotizzata per l’Italia da non pochi esponenti politici (ultimo ma non ultimo Flavio Tosi, intervenendo di recente alla trasmissione ’24 Mattino’ di Radio24). E sul fronte delle pensioni ci ha già pensato l’ormai ex presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua a lanciare un allarme default che poi gli è costato la poltrona, segno inequivocabile che l’allarme era più che fondato.

Fin qui, per molti, ‘nulla di nuovo’. Ma la domanda è: chi se la assumerà la responsabilità di queste azioni? Quale forza politica sarà disposta a restare col cerino in mano quando la Troika farà man bassa di quel poco che ci è rimasto? Berlusconi? Renzi? Ve li vedete?… Io no. Proprio non me li vedo…

Ecco perché ho il forte, fortissimo sospetto che l’accordo Berlusconi-Renzi sull’Italicum faccia parte in realtà di un disegno molto più oscuro e complesso, volto a mettere in atto l’esatto contrario di quello che appare: far vincere il Movimento Cinque Stelle alle prossime elezioni e lasciare Beppe Grillo col cerino in mano quando ormai il malato sarà in fase terminale, dandogli poi la colpa di tutto quello che accadrà.

Fantapolitica? Sbaglio o il pregiudicato Berlusconi ha accusato e continua ad accusare Monti, prima, e l’attuale governo, poi, di perpetrare nefandezze che – guarda caso – si sono rese necessarie proprio grazie a vent’anni di malgoverno soprattutto suo?

Fossimo in un paese normale non esiterei a definirmi un paranoico del complotto. Ma questo è il paese dei balocchi. E nel paese dei balocchi questo è lo scenario più probabile.

________________________________________

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Meno voti, meno parlamentari

Invito tutti a firmare la PETIZIONE ON-LINE per far si che il numero dei parlamentari sia proporzionale all’affluenza ai seggi.

Va a votare il 50% degli italiani? Vanno in parlamento il 50% dei politici! Idem per regioni, province e comuni. Semplice, no? Come dire: se io non voto, tu stai a casa. A CASA!!!

Provate ad immaginare quanti soldi si risparmierebbero e a come potrebbero essere impiegati in maniera molto più utile…

https://www.change.org/it/petizioni/meno-voti-meno-parlamentari

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Sul carro dei forconi…

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Fuori la Germania dall’euro!

Monaco di Baviera, domenica mattina, ore 7:00. Suona la sveglia a casa Ametrano. Pasquale si alza a fatica, sorride alla foto di Franco Causio appesa al muro e dopo una confusa tappa in bagno si reca in cucina, dove la moglie – una massiccia e corpulenta bionda teutonica – gli ha preparato un’abbondante colazione a base di wurstel, crauti e roba del genere.
 
Si muove in silenzio, Pasquale. Il tedesco lo capisce benissimo ma non lo parla. Si esprime con gesti, espressioni e qualche fischio. Quel giorno deve tornare in Italia, da emigrante. Deve andare a Matera, a votare. Sua moglie non viene perché troppo impegnata con il lavoro. Il lavoro in Germania c’è. C’è sempre stato. E un motivo ci sarà.  

A fatica Pasquale dissimula il disgusto per le delicatessen che ha nel piatto ed infine parte per il bel paese a bordo della sua Alfasud rossa fiammante con targa tedesca.

No, questo non è un amarcord al celebre film di Carlo Verdone. E’ lo scenario che abbiamo davanti. E’ il futuro nostro e dei nostri figli.

Non contenti del totale fallimento dell’unità d’Italia, abbiamo perseverato nell’errore partecipando al tentativo di unire l’Europa. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, malgrado molti si ostinino a no voler guardare. 

Ma ormai ci siamo dentro e uscirne forse sarebbe un errore ancora più devastante di quello di esserci entrati.  E’ come un divorzio: devi potertelo permettere, se no finisci per morire di fame nel vero senso della parola.
 
E qual’è l’unico stato europeo che potrebbe permettersi il lusso di uscire dall’Euro? Cosa aspettiamo a prendere atto che l’unico paese che può (e forse deve) uscire dalla moneta unica è proprio quello di Angela Merkel? Non è forse la cosa più logica che un paese forte come la Germania torni al suo tanto amato marco tedesco, esattamente come l’Inghilterra è rimasta con la sua tanto amata sterlina, invece di spingere al suicidio tutti gli altri?
________________________________________
 

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Terremoto scaccia terremoto

Nel paese dei balocchi in questi giorni telegiornali, giornali e talk show potranno dedicarsi a parlare quasi esclusivamente del terremoto, quello vero, quello avvenuto in Emilia Romagna il 20 Maggio 2012, mettendo in secondo piano quell’altro terremoto, quello politico, senza che nessuno abbia nulla in contrario, nemmeno io, ci mancherebbe.

 

E chi l’avrebbe mai detto che un terremoto vero potesse seppellirne uno politico? La debacle dei partiti, in certi casi spazzati via o quasi dall’avanzata del Movimento Cinque Stelle di Grillo oltre che da un’astensione senza precedenti, viene messa in ombra da un evento tragico, terrificante e luttuoso che reclama le prime pagine dei giornali e i titoli di testa dei TG. Un vero e proprio regalo per questa classe politica indecente e decadente. Un regalo preciso come una supposta. Un regalo talmente azzeccato che, se esistesse un’arma militare capace di provocare i terremoti, verrebbe da pensare che qualcuno ne abbia commissionato l’utilizzo alla vigilia della tornata elettorale.

 

Ma per fortuna un’arma del genere non esiste e, almeno per il momento, i terremoti non possono essere commissionati. Gli attentati invece si, tipo quello per ammazzare degli inermi studenti all’ingresso di una scuola di Brindisi intitolata a Giovanni Falcone e a Francesca Morvillo. L’effetto mediatico è esattamente identico: un evento tragico, terrificante e luttuoso che reclama le prime pagine dei giornali e i titoli di testa dei TG e mette in ombra la crisi senza precedenti di questa classe politica.

 

Strane coincidenze vero? Ma qualcuno, me compreso, alle coincidenze ”ha smesso di crederci da tempo, da quando ha visto da bambino per la prima volta Andreotti in televisione”, come ha scritto Beppe Grillo nel suo Blog in questi giorni. D’altra parte ce l’ha insegnato proprio Andreotti che a pensar male ci si azzecca spesso. Anzi, sempre.

_____

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Il fantasma dell’informatico

In un periodo nel quale si fa un gran parlare di liberalizzazioni e di scardinamento di certe caste inossidabili forse non tutti sanno che esiste ancora un mestiere fantasma: quello dell’informatico.

Gli informatici non hanno un albo, non sono una categoria e ovviamente non hanno nemmeno un contratto. Sono di volta in volta inquadrati al ribasso come metalmeccanici, addetti al commercio, chimici, tessili, precari di ogni sorta o peggio ancora freelance figli di nessuno.

In un paese nel quale giustamente hanno un contratto, una categoria e una dignità figure professionali come le maschere dei cinema, i maghi, le colf e dove recentemente hanno rivendicato il sacrosanto diritto a veder riconosciuta la loro professione anche i collaboratori dei politici (al secolo portaborse), gli informatici continuano a non esistere. Dal neodiplomato che sviluppa siti web a tempo perso al professionista che lavora da una vita su impianti industriali sofisticati e complessi, l’informatico non esiste.
 
Per esercitare la professione dell’informatico non servono titoli di studio, non serve alcuna iscrizione ad alcun albo, non servono credenziali o requisiti di alcun tipo. Qualsiasi primate col pollice opponibile può improvvisarsi informatico e proporsi sul mercato, compreso quello dell’amministrazione pubblica. Il risultato è un far-west senza regole, dove aziende grandi, medie e piccole si scannano tra di loro. Un mercato potenzialmente fiorente ma completamente rovinato non ‘dai cinesi’ o ”dalla crisi” ma da una cronica assenza di regole che ha portato al cannibalismo e alla svendita al massimo ribasso delle risorse e delle loro professionalità, a vantaggio della cialtroneria e dell’improvvisazione.    
 
Un esempio? Se per entrare nella sala operatoria di un ospedale servono (giustamente) le qualifiche opportune, per mettere le mani sui server dello stesso ospedale può bastare un qualsiasi analfabeta di primo pelo piazzato là dalla meno qualificata delle ditte esterne che, proprio in quanto tale, ha vinto l’appalto per i servizi grazie massimo ribasso e bluffando ignobilmente sui requisiti. Per capirsi, fermare il sistema informativo in un ospedale significa bloccare il pronto soccorso, i laboratori di analisi, la refertazione, il centro prenotazioni, le casse, eccetera, eccetera.

Come può un paese definirsi industrializzato se proprio l’informatica, uno dei principali strumenti di sviluppo ed innovazione tecnologica, rimane una disciplina fantasma nella quale non vengono nemmeno riconosciute, regolamentate e tutelate la figure professionali che vi operano?
________________________________________ 
Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Scopare a norma di legge

Se domani il governo decidesse di vietare gli alcolici la gente continuerebbe a bere, ma illegalmente. Lo stato perderebbe una fetta consistente di introiti e ne beneficerebbe la malavita organizzata. Eppure ogni giorno – e specialmente nei fine settimana – muoiono decine di persone per incidenti stradali dovuti all’alcol.

Se domani il governo decidesse di vietare i tabacchi la gente continuerebbe a fumare, ma illegalmente. Lo stato perderebbe una fetta consistente di introiti e ne beneficerebbe la malavita organizzata. Eppure sui pacchetti di sigarette c’è scritto che il fumo uccide ed infatti ogni anno decine di migliaia di persone vengono colpite da tumori al polmone.  

Se domani il governo decidesse di vietare i video poker nei bar e nei locali pubblici la gente continuerebbe a giocare, ma illegalmente. Lo stato perderebbe una fetta consistente di introiti e ne beneficerebbe la malavita organizzata. Eppure ogni anno centinaia di migliaia di persone si rovinano la vita davanti a queste macchinette.  

Se domani il governo decidesse di vietare le case di piacere… Ops, già fatto… Nel 1958… E infatti la gente continua ad andare a prostitute ma illegalmente, lo stato perde una fetta consistente di introiti e ne beneficia la malavita organizzata. Eppure nelle case di piacere non mi risulta si morisse per l’alcol o per il fumo e forse non ci si rovinava per il gioco d’azzardo. C’erano forse altri problemi, ma certamente non più gravi di questi.
 
Risultato: sfruttamento, violenza, riduzione in schiavitù da una parte e vere e proprie crociate medioevali dall’altra, con tanto di retate in luoghi dove si sospetta vengano consumati rapporti sessuali consenzienti ma ”non gratuiti”, persecuzione di presunti clienti rei di essersi fermati con l’auto ad un semaforo rosso o ad uno stop in prossimità di una prostituta, gogna mediatica per qualche malcapitato personaggio pubblico colpevole di essersi fatto gli affari suoi in privato, eccetera,
 
Della prostituzione dovrebbe essere punito solo lo sfruttamento ma in realtà siamo da sempre in pieno clima da caccia alle streghe. Questo perché purtroppo nel paese dei balocchi regna sovrana l’ipocrisia. Ne siamo maestri! Accettiamo veline, vallette e ballerine mezze nude in televisione ad ogni ora del giorno e specialmente in fascia protetta ma il sesso è e rimane un tabù. La farfallina inguinale di Belèn Rodrguez in prima serata a Sanremo va bene purché se ne parli; se un’anonima telefonista notturna in onda un un altrettanto anonima televisione privata si sfila le mutandine alle tre di notte, parte la crociata. Siamo proprio un popolo di deficienti…
 
E nell’eterna discussione tra chi vorrebbe legalizzare, regolamentare, controllare e tassare il fenomeno della prostituzione e i benpensanti perbenisti che preferiscono lasciare le cose come stanno e girarsi a guardare da un’altra parte, non si parla quasi mai del valore sociale di quello che da sempre è ritenuto il mestiere più antico del mondo.
 
Ci sono uomini che per vari motivi non hanno una compagna, una moglie, una fidanzata con la quale avere una vita sessuale ”a norma di legge”. Oppure ce l’hanno, ma soltanto sullo stato famiglia perché sono ormai sepolti vivi in un rapporto di coppia tenuto insieme solo dai figli e dal mutuo. O semplicemente uomini soli. Soli ”perché han studiato da prete o per vent’anni di galera, per madri che non li hanno mai svezzati, per donne che li han rivoltati e persi”. Tutti uomini che per legge non possono fare sesso.
 
Se la prostituzione non fosse più un tabù ma venisse controllata e regolamentata e soprattutto ci si adoperasse al fine di garantire che chi decide di esercitarla lo faccia per libera scelta, a queste persone bisognerebbe riconoscere sia i diritti (e doveri) di ogni lavoratore, sia la dignità di una professione che molti casi non riguarda semplicemente la sfera del piacere ma rappresenta una vera e propria missione sociale.
 
Lunga vita a queste persone davvero speciali.
________________________________________
 
Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Una chemio di nome Monti

Tra le tante fiabe che si sentono raccontare nel paese dei balocchi c’è quella che il debito pubblico è dovuto al fatto che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Non di rado illustri economisti ed inverecondi politici ci prendono per il culo con questa ignobile cazzata.

Pochissimi fanno invece notare che la corsa sfrenata e sconsiderata all’emissione di titoli di stato, che ha toccato il suo massimo splendore nell’era craxiana, ha prodotto quel fiume di denaro (a debito) che ha poi consentito da un lato il proliferare di immensi e inossidabili serbatoi occupazionali (cioè elettorali) volti esclusivamente a garantire la permanenza al potere di questa classe politica, dall’altro il dilagare dei fenomeni di corruzione e malaffare che ancora oggi, stando alla Corte di Conti, imperversano come e più di prima.

Quando non ci sono soldi da buttare c’è poco da corrompere. Se non ci fosse stato quel famigerato fiume di denaro a debito, confluito indiscriminatamente nel pentolone centralista, magari non ci sarebbe stato bisogno di Mani Pulite e forse ora non saremmo con le pezze al culo. E invece, in un paese con welfare e servizi da terzo mondo, ci  vengono pure a dire che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità.  

La verità è che l’Italia è un malato terminale di cancro, anzi, di almeno due tipi di cancro: serbatoi elettorali e debito pubblico. Ogni sfigato che lavora ‘per davvero’ deve mantenere almeno un falso invalido, un pensionato baby e un fancazzista pubblico. E come se non bastasse deve pure farsi carico del debito pubblico a colpi di accise sui carburanti, IMU sulla prima casa, tagli alle detrazioni e salassi di ogni tipo.

Risultato: se non ci ammazzerà il cancro ci ammazzerà la chemio che il governo Monti ci sta somministrando a dosi sempre più massicce. Monti non si fermerà all’articolo 18. C’è ancora da intervenire sull’IVA, sulle pensioni minime, sulla sanità, su quel poco di welfare che è rimasto, eccetera, eccetera. E si accettano scommesse sul TFR (mi piace vincere facile).

Viceversa, le uniche cose che non verranno toccate saranno proprio quelle strettamente legate alle cause e agli effetti del debito: serbatoi elettorali, corruzione e malaffare (sarà un caso che recentemente il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha rinviato il disegno di legge anti corruzione e che non c’è verso di mettere un tetto ai super stipendi dei manager pubblici?). Va da sé che tutti i sacrifici che questo governo tecnico ci sta chiedendo e ci chiederà di fare suonano come una sorta di accanimento terapeutico su un malato terminale: noi. E’ un po’ come quando nel medioevo pensavano di guarire i malati con le sanguisughe.
 
Indovinare come finirà non è difficile. La Grecia ci offre l’opportunità di poter vedere il futuro. Basta guardare un qualsiasi telegiornale o una delle tante trasmissioni di approfondimento per vedere a cosa stiamo andando in contro: una macelleria senza precedenti che non servirà ad evitare né il default, né l’uscita dall’euro. Un massacro per il quale a pagare il conto non sarà certo chi ci ha messo in questa situazione e nemmeno chi ne ha beneficiato. Questa è la verità. Chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto, come al solito. Nel nome della migliore tradizione italiana, a prenderla nel sedere sono sempre gli stessi: i cittadini onesti.

E se par caso alla fine della chemio saremmo ancora vivi, il cancro sarà lì ad aspettarci nuovamente. Alla fine della cura Monti infatti il paese tornerà nelle mani di chi, pur avendolo mandato a rotoli, può contare sui serbatoi elettorali di cui sopra.
________________________________________
 
Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

La zanzara e la zecca

La sera, in auto, mi capita spesso di ascoltare Giuseppe Cruciani su Radio 24 con ‘La zanzara’. A quell’ora non c’è altro. Per chi come me non è più così ‘ciovane’ da apprezzare il tunzettùn di Radio DeeJay ma nemmeno così bollito da sorbirsi con la soporifera alternativa di Radio Rai, Cruciani è quasi una scelta obbligata.

Cruciani non è un mostro di simpatia. Spesso è fastidioso, scostante e supponente. A tratti, se vogliamo, pure maleducato. Tuttavia bisogna riconoscere che è una persona intelligente e ha il merito di dar voce ad ospiti provenienti dagli schieramenti politici più diversi. Spesso lo fa in maniera irriverente, ma lo fa con tutti o quasi tutti.
 
Nel complesso quindi ‘La zanzara’ è, anzi era, una trasmissione radiofonica che si lasciava ascoltare e caratterizzata da un’impostazione abbastanza fedele al suo slogan e cioè che ‘è un po’ come passare al bar prima di andare a casa…’.

Era, appunto. Da qualche tempo infatti è diventata decisamente indigesta. Alla zanzara si è infatti appiccicata una zecca. E non una zecca qualsiasi ma una delle peggiori. Una zecca talmente insulsa, inutile, ignorante, arrogante e saccente che la sua costante presenza in trasmissione può essere spiegata (tanto per cambiare) non certo per il merito ma solo da logiche di esemplare cortigianeria, di occulte fratellanze e di leccaculismo estremo. Insomma, un perfetto discepolo di Barambani(*). 

Sto parlando di quel miserabile personaggio che è riuscito mio malgrado a farmi tifare per la Daniela Santanchè quando in diretta gli ha dato apertamente e meritatamente del coglione (15 Febbraio 2012).

Ed è lo stesso personaggio che non perde occasione per difendere a spada tratta il tanto conclamato fallimento di questo stato ladro e centralista, irridendo e sbeffeggiando chiunque si permetta di far notare che forse qualcosa non ha funzionato, che esistono anche altri modelli di governo, che l’autodeterminazione è un diritto così come lo è il rivendicare l’indipendenza. Troppe volte l’ho sentito mancare di rispetto e ridere in faccia non solo ad esponenti leghisti ma a chiunque si sia ‘permesso’ di sostenere tesi differenti da questo centralismo a lui tanto caro e che ci ha portato alla rovina. E il tutto, sempre con il tollerante assenso di Cruciani.

Caro Cruciani, il rispetto dell’interlocutore dovrebbe essere un assunto che prescinde dalle idee e dovrebbe costituire la base di ogni intervento, specialmente di quelli da parte di ospiti fissi che spesso si trovano pure in studio con lei. Il perdurare della presenza in trasmissione di questa zecca, ahimè, ha reso la trasmissione stessa insopportabile e inascoltabile. Cosa aspetta a liberarsene?

(*) ‘Ricordate figlioli di essere sempre disonesti. Di essere sleali con i colleghi. Non praticate amicizie disinteressate, ma usate il ricatto, il leccaculismo. E praticate spesso delazione. Solo così potrete assurgere ai più alti livelli aziendali.’ – Direttore Naturale, Gran Mascalzon, Lup. Man., Pez. Di Merd., Dott. Matteo Maria Barambani (Fantozzi alla riscossa, 1990)
________________________________________ 

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento